La storia della Chiesa
25 Giugno, 2008
L’esperienza mistica e quindi l’esperienza di fede é, come dice la tradizione piú antica, un’ esperienza quasi “inutile”. In essa cerchiamo l’armonia nel nostro centro di gravitá: vogliamo stare fermi e stabili, ma armonicamente “dentro”.
E’ come la danza classica. La persona fa tanti movimenti, si muove nello spazio, ma sembra ferma. Non sono movimenti tesi e scomposti, ma assolutamente armonici. Questo é lo stare fermi anche se in movimento: lo stare dentro i movimenti della storia, della nube, del mare, del velo del tempio che si rompe. Potrebbe essere la storia della Chiesa e della teologia.
(A. Potente, La fede, Icone Edizioni, Roma 2006)
Picasso
24 Giugno, 2008
Giovane donna che legge un libro in spiaggia
Se guardiamo a un quadro di Picasso, pensiamo a dei cubi o a dei mostri, con una mano grande e una piccolina, e non ci accorgiamo che c’é dentro una mistica, un linguaggio alternativo, pedagogico, che invita le persone a uscire dagli schemi della prospettiva, che sono perfetti ma non permettono di toccare gli oggetti.
In altro modo il senso dle mistero nelle icone orientali o nei disegni dei popoli piú antichi si raggiunge attaverso forma e colore. Per i popoli amerindi sono i colori e non le dimensioni o il tratto sicuro e preciso che danno senso alle immagini.
Allo stesso modo la mistica ci accompagna verso dimensioni nuove. [..]
La mistica é il calore che uno sente e tocca personalmente . La giustizia allora non é solo un’idea o un ‘utopia anche bella, ma quello che pensiamo noi della giustizia, che cosa portiamo noi in questa ricerca.
(A. Potente, La fede, Icone Edizioni, Roma 2006)
A Geada lageana
24 Giugno, 2008
La “gelata” a Lages merita un articolo. Tutti ne parlano perché é immagine del freddo notturno che lascia i suoi segni..bisogna star molto attenti a camminare, perché é ghiaccio, non é soffice come la neve.
A Lages é frequente.
Ho fatto qualche foto, c’é anche il mio calzino che ha sofferto parecchio quella notte..:)
Non so se renda l’idea, ma resta solo una idea perché io un freddo simile non l’avevo mai conosciuto.
Início do inverno 21 GIUGNO
24 Giugno, 2008
Esatto..per la prima volta nella mia vita il 21 di giugno é convenzionalmente il primo giorno di inverno!!!
Certo che son partita col freddo italiano, non ho conosciuto molta estate (eccetto le prime due settimane) e torneró al freddo..tre inverni in un anno, solo a me poteva capitare!
Un solstizio di inverno
Faccio fatica ad abituarmi all’idea..mi assalgono a volte profumi e sapori di melanzane fritte e basilico, pomodori al sole cocente della Sicilia..
Si, molto
18 Giugno, 2008
Oggi a Lages ci son stati -4 gradi fuori e 7 in casa!!Da non crederci..il sole che si alza al mattino dopo la cosiddetta “giada” (ghiaccio su tutto) é bellissimo, il paesaggio é limpido limpido anche se il freddo é freddo!!
16 giugno
Serra do Rio do Rastro
Ecco il primo vídeo che riesco a caricare!!!
Data astrale 16 giugno ma sto caricando al..7 di settembre!!eh..:)
Tainá – Uma Aventura na Amazônia
15 Giugno, 2008
Giânio
15 Giugno, 2008
“Ti piacciono le stelle?”..modo buffo di attirare l’attenzione.
Giânio: un incontro.
Mi ha regalato una pietra..mi ha detto il nome di questa pietra..mi sto bruciando il cervello ma inutile, io questo nome non lo ricordo..
la pietra..piccola pietra..é di un colore che mi lascia una forte malinconia (direi saudade) per un motivo ben preciso che qualcuno conosce (anche se mai saprá, credo)..un arancione bellissimo..io di pietre arancioni non ne avevo mai viste.
13.06.08 Europei 2008 Italia-Romania 1-1
15 Giugno, 2008
E chi se la scorda. Certe cose da lontano si sentono piú fortemente. Ingiusto il goal di Tony annullato, indubbio. Resta una Azzurra incredibile, e Buffon é eccezionale!
Den Lille Pige Med Svovlstikkerne (H.C.Andersen)
15 Giugno, 2008
Era l’ultimo giorno dell’anno: faceva molto freddo e cominciava a nevicare. Una povera bambina camminava per la strada con la testa e i piedi nudi. Quando era uscita di casa, aveva ai piedi le pantofole che, però, non aveva potuto tenere per molto tempo, essendo troppo grandi per lei e già troppo usate dalla madre negli anni precedenti. Le pantofole erano così sformate che la bambina le aveva perse attraversando di corsa una strada: una era caduta in un canaletto di scolo dell’acqua, l’altra era stata portata via da un monello. La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo. Teneva nel suo vecchio grembiule un gran numero di fiammiferi che non era riuscita a vendere a nessuno perché le strade erano deserte. Per la piccola venditrice era stata una brutta giornata e le sue tasche erano vuote. La bambina aveva molta fame e molto freddo. Sui suoi lunghi capelli biondi cadevano i fiocchi di neve mentre tutte le finestre erano illuminate e i profumi degli arrosti si diffondevano nella strada; era l’ultimo giorno dell’anno e lei non pensava ad altro! Si sedette in un angolo, fra due case. Il freddo l’assaliva sempre più. Non osava ritornarsene a casa senza un soldo, perché il padre l’avrebbe picchiata. Per riscaldarsi le dita congelate, prese un fiammifero dalla scatola e crac! Lo strofinò contro il muro. Si accese una fiamma calda e brillante. Si accese una luce bizzarra, alla bambina sembrò di vedere una stufa di rame luccicante nella quale bruciavano alcuni ceppi. Avvicinò i suoi piedini al fuoco… ma la fiamma si spense e la stufa scomparve. La bambina accese un secondo fiammifero: questa volta la luce fu così intensa che poté immaginare nella casa vicina una tavola ricoperta da una bianca tovaglia sulla quale erano sistemati piatti deliziosi, decorati graziosamente. Un’oca arrosto le strizzò l’occhio e subito si diresse verso di lei. La bambina le tese le mani… ma la visione scomparve quando si spense il fiammifero. Giunse così la notte. “Ancora uno!” disse la bambina. Crac! Appena acceso, s’immaginò di essere vicina ad un albero di Natale. Era ancora più bello di quello che aveva visto l’anno prima nella vetrina di un negozio. Mille candeline brillavano sui suoi rami, illuminando giocattoli meravigliosi. Volle afferrarli… il fiammifero si spense… le fiammelle sembrarono salire in cielo… ma in realtà erano le stelle. Una di loro cadde, tracciando una lunga scia nella notte. La bambina pensò allora alla nonna, che amava tanto, ma che era morta. La vecchia nonna le aveva detto spesso: Quando cade una stella, c’ è un’anima che sale in cielo”. La bambina prese un’altro fiammifero e lo strofinò sul muro: nella luce le sembrò di vedere la nonna con un lungo grembiule sulla gonna e uno scialle frangiato sulle spalle. Le sorrise con dolcezza.
- Nonna! – gridò la bambina tendendole le braccia, – portami con te! So che quando il fiammifero si spegnerà anche tu sparirai come la stufa di rame, l’oca arrostita e il bell’albero di Natale.
La bambina allora accese rapidamente i fiammiferi di un’altra scatoletta, uno dopo l’altro, perché voleva continuare a vedere la nonna. I fiammiferi diffusero una luce più intensa di quella del giorno:
“Vieni!” disse la nonna, prendendo la bambina fra le braccia e volarono via insieme nel gran bagliore. Erano così leggere che arrivarono velocemente in Paradiso; là dove non fa freddo e non si soffre la fame! Al mattino del primo giorno dell’anno nuovo, i primi passanti scoprirono il corpicino senza vita della bambina. Pensarono che la piccola avesse voluto riscaldarsi con la debole fiamma dei fiammiferi le cui scatole erano per terra. Non potevano sapere che la nonna era venuta a cercarla per portarla in cielo con lei. Nessuno di loro era degno di conoscere un simile segreto!











